LA PIAZZA TRASPARENTE
2 . Il nuovo complesso della Fiera di Montichiari, situata nei pressi di Brescia e recentemente inaugurata, fa parte di un più ampio piano di ammodernamento del CentroFiera del Garda Spa realizzato dallo Studio Renon e dallo Studio Armellini e risulta ben inserito nel contesto e armonico con le preesistenze. Esso, che comprende spazi espositivi, sale riunioni, locali per l'amministrazione e un moderno e funzionale auditorium da 540 posti (suddivisibile in due sale grazie a pareti mobili), spicca per l'ardita soluzione architettonico-tecnologica della hall di ingresso: un parallelepipedo in cui le facciate sono interamente in vetro, compresi i montanti portanti, la cui altezza di luce libera è parti a 18,5 m (una delle più alte in Europa realizzate con facciate vetrate sospese) e dalla super cie di circa 1500 m L'idea progettuale che sottende questo ambiente è quella di ricreare uno spazio ibrido interno-esterno, invitando chi si trova nella grande hall a percepire lo spazio come una piazza coperta, ma a diretto contatto, soprattutto visivo, con l'esterno, di cui si può avere un'ampia panoramica e diversi punti di vista a seconda della posizione dell'osservatore.
Scale, ballatoi e passerelle, posti a diverse quote all'interno dell'ambiente, permettono infatti di vivere e percepire tale ambiente in modo ogni volta di erente. A determinare questo e etto contribuisce la scelta di realizzare l'involucro in vetro extrachiaro, che aumenta l'e etto di leggerezza e quasi contrasta con le ingenti strutture, in acciaio a vista, che lo sorreggono. L'involucro vetrato Il grande spazio dedicato all'ingresso, una sorta di foyer in cui il usso dei visitatori viene smistato verso i vari punti di interesse (padiglioni di esposizione o sale conferenze), presenta, come già detto, i tre lati liberi interamente vetrati. La facciata sospesa è del tipo a pressori con struttura in alluminio ad elevate prestazioni termiche e strutturali, realizzata in moduli di lastre di vetro laminato 10T+1,52Pvb+8I della dimensione nominale di 3x1,6 m. Ogni modulo, dunque, è costituito da vetro extrachiaro laminato 10+8 mm, dove il vetro da 10 mm è temprato e quello da 8 mm è indurito (del tipo high-performance), entrambi sottoposti a trattamento Hst.
Tale modulo è connesso al resto della struttura mediante sei fori passanti svasati, che costituiscono la connessione meccanica, ed è connesso ai moduli adiacenti e alle costole portanti mediante una cordonatura in silicone strutturale. Tra le lastre prima descritte, il ruolo della la-stra temprata è quello di sostenere i carichi e di trasmetterli alla lastra portante; in caso questa si rompa, la lastra indurita garantisce l'adeguata sicurezza. Qualora però si rompesse anche la lastra da 8 mm, le dimensioni del vetro indurito, maggiori rispetto a quello del vetro temprato, ostacolano lo scavalcamento della borchia di connessione, in quanto ampie super ci vetrate rimangono adese al Pvb, e la maggior dimensione delle schegge di vetro consente al silicone strutturale di espletare al meglio il proprio ruolo. In questo modo, mediante questa sequenza di laminazione, l'intero foyer può essere considerato stagno. Il compito di sostenere i vetri di tamponamento sopra descritti è demandato a una serie di costole sospese alla copertura di acciaio, lunghe 18,5 m e realizzate impiegando moduli di vetro extrachiaro 15+15 (15T/ Pvb1,52/15T), sottoposti a trattamento Hst, di larghezza 1 m e altezza 3 m, con l'unica eccezione costituita dal modulo inferiore, la cui altezza è inferiore a 3,5m.
I singoli moduli sono connessi tra di loro a mezzo di due piatti in acciaio inox forati. I fori corrispondenti a quelli presenti sui piatti in acciaio inox realizzati nel vetro sono cilindrici e bisellati, con bisello 1x45° realizzato su ciascun lato di ciascuna lastra. Connessioni vetro-struttura Dal punto di vista statico la costola vetrata è incernierata alla sommità della struttura. La connessione è garantita da una doppia piastra imbullonata al modulo superiore di vetro temprato e strati cato. Questa doppia piastra viene a sua volta vincolata a mezzo di un perno ad una coppia di pro li angolari solidarizzati alla struttura in carpenteria di copertura. Il perno/cerniera è passante rispetto al vetro, interagendo con le due piastre imbullonate ad esso, vincolandole al doppio angolare, imbullonato a sua volta all'ala inferiore dell'Hea di supporto. Al piede la connessione è riconducibile, dal punto di vista strutturale, ad un carrello con asse di scorrimento parallelo allo sviluppo longitudinale della costola.
Il vincolo è così in grado di reagire alle sole sollecitazioni orizzontali. Le due piastre in acciaio inox 304L imbullonate parallelamente al fronte terminale del modulo inferiore delle costole di vetro hanno la valenza strutturale di un carrello con asse perpendicolare alla costola. Statica dell'involucro Il dimensionamento e la veri ca della struttura sono stati e ettuati sulla base degli elementi maggiormente sottoposti a carichi e sollecitazioni, ovvero quelli posti in alto nella facciata. Da un punto di vista pratico, il sistema delle costole portanti è stato schematizzato come una trave incernierata e appoggiata, ovvero come una struttura isostatica. La cerniera posta in sommità sospende le costole, mentre il carrello al piede consente agli elementi portanti in vetro di assecondare gli eventuali abbassamenti della copertura, dovuti per esempio al carico della neve. Nelle costole da 18,5 m di lunghezza, questi abbassamenti variano indicativamente tra 2 mm (per le costole laterali) e 6 mm (per la costola più prossima al corpo centrale di ingresso del foyer).
I carichi che agiscono su tali strutture sono però principalmente relativi al vento e al peso proprio della facciata. In particolare, la spinta del vento induce la essione della costola su cui agisce, dunque il dimensionamento, condotto dall'ing. Michel Palumbo di Vetrostrutturale srl, ha dovuto a rontare problemi di instabilità sia locale che globale, in condizioni di vento in spinta e in depressione. Quest'ultima condizione, ovvero il carico di vento in depressione, è stata considerata critica e studiata in particolare. Si è rilevato come nei moduli intermedi delle costole (modulo 3 e modulo 4, conteggiati a partire dall'alto) agisca una coppia di forze applicate in corrispondenza dei piatti di connessione. Al ne di mantenersi nelle condizioni più sfavorevoli, si è ipotizzato che: il Pvb non o ra alcuna risorsa e che ciascun modulo sia costituito da due lastre indipendenti che sostengono ciascuna metà del carico agente; i vetri di tamponamento siano connessi alla costola mediante silicone strutturale; il vento in depressione comporti un carico costante (per semplicità di calcolo, considerato pari a -700 N/m); e che in ne le lastre risentano di una freccia permanente, indotta dalla tempra, pari a 9 mm (Uni 12150-1; EN 572-2).
Dall'analisi Fem e ettuata, il comportamento della costola nella sua interezza è stato veri cato.
Aspetto energetico Il progetto per il nuovo CentroFiera di Montichiari è stato a dato al team progettuale nel 2004, anno in cui è iniziata la sua costruzione (conclusasi nel 2006), dunque dal punto di vista normativo esso non era tenuto a rispondere alla legge 192, che fu emanata solo successivamente. Tuttavia, la progettazione di un involucro vetrato così esteso poneva il problema del contenimento delle dispersioni energetiche, che potevano risultare eccessive e dispendiose. Per questo motivo i vetri che costituiscono la pelle di questo edi cio sono stati scelti con particolari caratteristiche: essi sono, infatti, del tipo high-performance e presentano elevata trasmissione luminosa (66%) ed elevato controllo solare (33%). Inoltre, un ambiente come quello del foyer del Centro Congressi risulta essere uno spazio di passaggio, una vera e propria piazza coperta, dunque non abitabile (in esso sono poste le biglietterie e i sistemi di collegamento e risalita verso gli spazi della Fiera vera e propria) e come tale non è riscaldato o ra reddato, se non in occasioni particolari (quali cene di gala o altri eventi), quando viene utilizzato l'impianto di riscaldamento radiante posto a pavimento, che permette il riscaldamento dell'ambiente no a 4-5 m di altezza.
Operazioni di posa e sollecitazioni Date le dimensioni degli elementi e la complessità della struttura, grande attenzione è stata posta durante la posa dei vetri di facciata. Era, infatti, necessario che le lastre di vetro, per essere tenute in maniera isostatica, fossero bloccate a due soli perni agenti a taglio. Gli altri quattro perni sono chiamati ad intervenire esclusivamente in caso di sollecitazioni di distrazione dovute al vento in depressione. Per garantire la sicurezza della vetrata in caso di rottura delle costole portanti in vetro, è stato ideato un sistema in cavi d'acciaio posti all'interno dei giunti verticali di facciata, che, assicurati a terra e alla struttura della copertura, scorrono all'interno di appositi occhielli posizionati nei piatti frontali delle costole. Questi cavi, che non sono tesi, se sollecitati dalla rottura di una costola, si tendono mantenendo le lastre in posizione e evitandone la caduta. Il sistema risulta invisibile in quanto nascosto all'interno della fuga siliconata tra le lastre di facciata.
Per quanto riguarda il vetro di tamponamento, le azioni del vento vengono sostenute congiuntamente dalle connessioni puntuali e dalla cordonatura in silicone strutturale, sia in fase di spinta che in fase di depressione. Conclusioni L'ardita e diafana "scatola" che costituisce la principale caratteristica del nuovo complesso della Fiera di Montichiari si con gura come un esempio particolarmente interessante di buona architettura, inserita nel contesto e insieme innovativa per sistemi e materiali, pur rimanendo fedele al concept architettonico voluto dai progettisti. In progetti di questo tipo, tuttavia, si è spesso portati a considerare la bellezza della realizzazione, il suo forte impatto architettonico, tralasciando l'importanza sostanziale dell'aspetto strutturale. Costruire infatti opere che s dano i limiti di materiali e tecnologie, che risaltano per la loro eccezionalità, è un'azione che non può prescindere dal garantire la massima sicurezza per gli utenti e la struttura stessa.
Dunque, è importante divulgare esempi di architetture come quella qui proposta, che, grazie ai professionisti che vi hanno lavorato, coniuga funzionalità degli spazi, attenzione al dettaglio e innovazione tecnologica, garantendo al contempo la massima sicurezza. ■In alto a sinistra: particolare dell'angolo In alto a destra: a sinistra, sta a al piede della costola dove verranno alloggiate le lastre in vetro extrachiaro, larghe 1 m e alte 3 m. A destra, invece, la doppia piastra, che verrà solidarizzata
con gli arcarecci della copertura, grazie alla quale le lastre delle costole sono sospese In basso: il particolare dell'angolo della hall di ingresso permette di percepire l'estrema trasparenza dei vetri extrachiari che compongono l'involucro
A sinistra: suggestiva vista dal basso verso l'alto dell'angolo di facciata. In alto, tra la struttura in acciaio e l'involucro vetrato e perpendicolari a quest'ultimo, si intravedono le sta e ancorate alla struttura della copertura che sospendono le costole vetrate A destra: dettaglio tecnico della sta a posta al piede della costola, ancorata alla soletta e coperta dalla pavimentazione
IL PROGETTO
Credits Progetto dell'intervento e della facciata: Archh.
Enzo Renon, Sergio Ziveri Studio di architettura Renon Arch. Mauro Armellini Studio di architettura Armellini Dimensionamento e calcolo delle strutture in vetro portante: Ing. Michel Palumbo di Vetrostrutturale srl Progetto delle strutture in acciaio: Ing. Thomas Dusatti Facciate in vetro strutturale: Focchi Technology Vetri facciata principale: Saint Gobain Glass Vetri facciata grip (Centro Congressi): Pilkington Copertura portante in carpenteria: Cometal spa
A sinistra: schemi di studio della struttura delle costole vetrate sospese e degli sforzi a cui esse sono sottoposte. L'analisi statica è stata di fondamentale importanza per garantire a una struttura di dimensioni inusitate come la facciata della era di essere sicura A destra: particolare del piede della costola vetrata posto in opera. Una volta completate le operazioni di posa, una griglia coprirà la sta a in modo che si abbia l'impressione del vetro che "entra" nel pavimentoA sinistra: fasi di posa delle lastre in vetro extrachiaro della facciata trasparente, le cui dimensioni sono di 3 m di altezza per 1,6 m di larghezza A destra: all'interno delle fughe siliconate tra le lastre di facciata è inserito un sistema di sicurezza che, in caso di rottura delle costole portanti in
vetro, ne garantisce il mantenimento in posizione e ne evita la caduta. È costituito da un cavo in acciaio non teso, assicurato alla struttura della copertura e a terra, che passa all'interno di appositi occhielli posti nei piatti frontali delle costole, che si tende in caso di rottura della lastra
Caratteristiche dei materiali impiegati
Principali proprietà sico-meccaniche del vetro: modulo di elasticità: Eg = 70000 MPa rapporto di Poisson: g = 0.23 peso speci co: γg = 25 g/cm3 sforzo ammissibile, vetro temperato orizzontale: σg = 50 MPa coe ciente di espansione termica: α = 9 x 10-6 1/°C Principali proprietà sico-meccaniche (per carichi di breve durata) del Pvb: modulo di elasticità: Epvb = 3.0 MPa rapporto di Poisson: pvb = 0.5 peso speci co: γpvb = 1.07 g/cm3 coe ciente di espansione termica: α = 8 x 10-5 1/°C Proprietà dei bulloni in acciaio inossidabile: Le tensioni ammissibili nei bulloni inox in acciaio austenitico di classe 50, 70, 80 (Uni EN Iso 3506-1) sono: Tensioni ammissibili a trazione e a taglio [MPa] classe di resistenza σb,adm τb,adm 50 140 99 70 300 212 80 373 264 Acciaio al carbonio Fe 360 sforzo ammissibile: σFe,adm= 160 MPa Fe 430 sforzo ammissibile: σFe,adm= 190MPa Fe 510 sforzo ammissibile: σFe,adm= 240 MPaCommenti
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