RASSEGNA GLASSTEC: NUOVE TECNOLOGIE PER LA LAVORAZIONE DEL VETRO
Quali novità tecnologiche si affacciano nel settore della lavorazione del vetro? Che cosa chiedono gli utilizzatori ai costruttori di macchine e di accessori? Quanto conta l'elettronica e che valore aggiunto rappresenta? E il software? E l'automazione? L'occasione per sentire l'opinione dei protagonisti è naturalmente quella dell'ultimo Glasstec e proprio tra gli stand abbiamo raccolto le opinioni che qui presentiamo in una sintetica rassegna. Apriamo il fuoco con Paolo Ceni, Direttore Generale di Glaston Italia: «Le principali richieste del mercato sono rivolte ai settori dell'architetturale e del solare. La nostra proposta è sempre orientata a linee integrate, ossia soluzioni complete dove si inseriscono sia tecnologie ormai consolidate per Glaston che le nuove soluzioni che consentono la gestione integrata delle linee. Sempre più i clienti chiedono un perfetto controllo dei ussi produttivi e una piena gestione dell'a dabilità e costanza produttiva delle macchine. Se devo quindi indicare le linee guida dell'evoluzione tecnologica segnalerei da un lato il continuo progresso delle macchine e degli utensili per la lavorazione del vetro e in parallelo lo sviluppo del software di gestione. «Stiamo anche a rontando con grande impegno il problema del controllo di qualità del processo per assicurare prodotti sempre più adatti ad applicazioni che impongono tolleranze particolarmente rigorose, penso in questo caso particolarmente al solare dove la curvatura degli specchi deve essere assolutamente precisa per garantire il risultato del sistema. «Per quanto riguarda le macchine, spostiamo dunque l'attenzione sul marchio Bavelloni, la richiesta dei clienti è certo quella di una crescente produttività.
Questo signi ca soprattutto limitare o addirittura azzerare i tempi di fermo macchina trasformandoli in tempo mascherato; non si tratta perciò di maggiore velocità, che pure è un requisito importante, ma piuttosto di produttività costante con ussi produttivi omogenei. Le nostre più recenti creazioni consentono, attraverso un'ottimizzazione delle diverse fasi e un impiego accorto dell'automazione, velocità di lavorazione superiori agli standard di circa il 20%. «Abbiamo sviluppato nuove periferiche per il settore del solare e nuove mole per l'architetturale sia diamantate che lucidanti. Abbiamo investito molto su nuovi tools e seguiamo la loso a di produrre i semilavorati presso la nostra unità produttiva centrale e poi diversi care i prodotti niti nei vari mercati: Cina, Brasile e Stati Uniti. Questo ci permette maggiore essibilità poiché a dando la realizzazione del prodotto nito alle unità produttive locali si possono meglio a rontare le richieste dei mercati speci ci». «Il mercato italiano - dice Maximilien Vitte di Bystronic Glass - esprime in questa fase una tendenza nettamente orientata al vetrocamera.
Le nostre soluzioni in questo segmen to permettono di coprire tutte le diverse richieste; un discorso analogo per quanto ci riguarda vale per la strati ca dove proponiamo un nuovo sistema di taglio automatico del vetro dopo la lavorazione: in ultima analisi si può certamente dire che Bistronic Glass a ronta concretamente le problematiche produttive del cliente o rendo soluzioni personalizzate Il mercato italiano nell'ultimo anno fa registrare inoltre una netta crescita della domanda di linee complete e sistemi automatizzati sia per il comparto vetrocamera che per lo strati cato. «Altro capitolo importante è quello del servizio, Bystronic Glass risponde alle richieste dei clienti italiani assicurando le reperibilità dei pezzi di ricambio e mettendo a disposizione uno sta tecnico la cui competenza è completa su tutta la gamma dei nostri prodotti nei tre marchi in cui si articola. «Uno dei nostri punti di forza è, com'è noto, lo stoccaggio. Vogliamo ancora migliorare le nostre o erte in questo campo e come si può vedere anche nel lmato che presentiamo in questo Glasstec, davvero Bystronic rappresenta in questo particolare aspetto lo stato dell'arte». «Per un'azienda come la nostra - spiega Andrea Za erani, di Za erani Glas - parlare di temi tecnologici signi ca oggi raccogliere la s da e gli obblighi che vengono imposti dalle esigenze di tutela dell'ambiente, questo per noi signi ca essenzialmente la puricazione dell'acqua.
Si tratta di un settore molto ampio nel quale siamo da poco entrati e ci occorre naturalmente accrescere la nostra esperienza. «I nostri clienti sono piccole imprese che non hanno particolari esigenze di tecnologia so sticata, in questo senso anche la nostra ultima realizzazione, che presentiamo proprio in questa occasione, risponde alle richieste del nostro target. Si tratta, infatti, di una nuova centrifuga pensata e realizzata avendo di mira la più assoluta semplicità di impiego e di manutenzione». «Stiamo puntando molto su due aspetti: lo sviluppo del verticale e quello dell'automazione, soprattutto in termini di collegamento tra le diverse stazioni di lavoro al ne di garantire alti livelli produttivi e qualità costante con minore impiego di manodopera. In quest'ottica - continua Stefano Aceti di CMS - certamente il software rappresenta un elemento strategico poiché consente in maniera integrata tutta le gestione della produzione, questo naturalmente vale per le vetrerie di dimensione medio-grandi; diverso il discorso delle piccole vetrerie che invece richiedono piuttosto grande essibilità, ossia sistemi in grado di eseguire il maggior numero di operazioni possibile in una produzione ormai tipicamente caratterizzata da piccoli lotti. «Una richiesta abbastanza ricorrente è anche quella di eseguire il controllo di qualità direttamente in macchina per poter intervenire tempestivamente su eventuali difetti di produzione n dalle fasi iniziali del processo.
La formazione degli addetti è un altro aspetto importante poiché una corretta formazione permette di evitare inconvenienti che potrebbero interferire con i livelli di prestazione e produttività degli impianti: spesso non è la macchina a funzionare in modo insu ciente ma sono proprio i limiti nella formazione a ostacolarne o limitarne la produttività e l'e cienza». I clienti chiedono certezze? Ecco la risposta di Mario Liva di Belfortglass «La prima cosa che i clienti chiedono, sia ai costruttori di macchine sia a chi, come noi, costruisce utensili, nello speci co mole, sono alcune fondamentali certezze: in primo luogo afdabilità e non dover sprecare materiali. Certo poi, nei di erenti campi applicativi, la richiesta è connotata da esigenze diverse: mole particolari per utilizzi diversi poiché è di cile che lo stesso tipo di mola possa dare risultati equivalenti in tipi di produzione diversi. Abbiamo perciò cercato di intercettare queste diverse esigenze e dare risposte speci che.
Ma un ulteriore aspetto è quello di armonizzare le diverse fasi di lavorazione eseguite da diverse mole, ecco perchè noi spesso suggeriamo il treno in cui abbiamo integrato mole metalliche e in resina, coniugando la durata delle prime con i livelli di nitura garantiti dalle soluzioni in resina. Contano molto quindi i livelli prestazionali, non tanto e non solo in termini di velocità, ma soprattutto in termini di versatilità e per tutti quei requisiti che alla ne si traducono in concreti risparmi di tempo e costi. Non sempre tuttavia il mercato è sensibile ad accogliere nuove soluzioni che a un prezzo di poco maggiore consentono bene ci più che proporzionali. Sempre più importante è dare quindi al cliente un servizio di consulenza tecnica che gli dimostra quanto possa essere vantaggiosa una soluzione che pur con un prezzo iniziale leggermente più alto gli consente poi delle reali economie». Per Franco Angelotti di Intermac «Il cliente sempre più spesso si orienta verso soluzioni piuttosto che macchine singole, ecco allora che il mercato premia i fornitori globali, ossia quelli che sanno o rire sistemi produttivi che diano una risposta completa alle esigenze di produzione.
Intermac ha recepito questo orientamento e oggi si propone, con la sua gamma, proprio come fornitore globale. Una gamma la nostra che si è estesa e comprende, oltre ai centri di lavoro per cui siamo noti e di cui vantiamo la "paternità" storica, anche linee da taglio, sulle quali stiamo fortemente implementando l'automazione, e forni. Nei nostri pacchetti è certamente presente anche il water jet, una macchina con cui abbiamo lunga consuetudine e dimestichezza data la valenza specialistica nel CN che Intermac da tempo detiene. D'altronde la richiesta del water jet è in aumento in molte applicazioni, non ultima quella del design che richiede la realizzazione di forme sempre più elaborate e complesse. «Vorrei ancora aggiungere che dietro l'etichetta di "fornitori globali" non sono rubricabili solo grandi aziende con grandi clienti: noi contiamo e siamo fornitori di questo tipo anche per la piccola e media impresa del settore vetrario che comunque esige un prodotto tecnologicamente evoluto e fornitori a dabili.
In questo senso non mancano tra le nostre proposte un buon numero di soluzioni entry level, le quali, senza nulla concedere a compromessi qualitativi, sono proprio destinate a questo tipo di utilizzatori». «Vetri sempre più performanti, basso emissivi e gas nelle vetrate: mi sembrano questi gli orizzonti di cambiamento tecnologico e le principali richieste che il mercato rivolge ai produttori del settore. Inoltre, prosegue Giorgio Sestagalli di Lisec Italia, la crescita costante del vetro strati cato rende rapidamente obsolete le macchine che oggi vengono impiegate per il taglio di questo materiale e che devono necessariamente aggiornarsi con una robusta iniezione di automazione. La nostra nuova proposta è quella di una macchina che taglia sia vetro oat che strati cato, questo per permettere uno sfruttamento razionale degli impianti. La nostra tecnologia di riempimento laminare di gas è sempre la più apprezzata dal mercato. «A questa era abbiamo deciso di dare grande rilievo all'automazione, in particolare al collegamento tra banchi di taglio e lavorazioni: dai banchi di taglio, dove troviamo lastre di tutte le diverse dimensioni, al trasferimento verso le diverse lavorazioni.
Tutto questo oggi Lisec lo realizza in modo completamente automatico, senza più nessun intervento degli addetti. La sempre maggiore presenza dell'elettronica sulle macchine è quindi un fattore essenziale di produttività ma comporta altresì che vi sia in azienda qualcuno fornito di una preparazione di base in questo campo, qualcuno insomma che faccia da interlocutore con il costruttore e che possa rappresentare un collegamento per a ronatere e risolvere i diversi problemi di assistenza e manutenzione. Il nostro service è molto so sticato ed e ciente, ma può davvero risultare una risorsa determinante qualora vi sia presso il cliente qualcuno che sia fornito delle competenze di base per poter dialogare con noi in modo ancora più soddisfacente». Tocca tutti gli aspetti la risposta che ci ha dato Sergio Cosano di Forel: «La tendenza è certamente quella del risparmio energetico e questo costituisce un grande traino per tutto il settore del vetro. Il vetro è un materiale che o re grandi prospettive in termini di risparmio energetico e la ricerca e lo sviluppo in questa direzione ne domina l'evoluzione riverberando i suoi e etti su tutti i segmenti, dalla costruzione di macchine a tutto il mondo dei componenti e degli accessori per il processo. « Il software è diventato sempre più essenziale sia in termini di processo produttivo che per la gestione complessiva dei ussi e di ogni altro aspetto.
La nostra più recente realizzazione è un sistema che permette il riconoscimento automatico di ciò che viene lavorato sull'impianto e che esegue contemporaneamente il controllo qualità permettendo un intervento tempestivo, automatico o da parte dell'operatore, per ripristinare le condizioni ideali del processo.
«Ricade sul costruttore l'onere e la responsabilità della formazione dei tecnici dell'utilizzatore, Forel si assume questo compito con un training iniziale cui segue un percorso di mantenimento poiché solo con l'uso il cliente si impadronisce in modo più profondo e compiuto della macchina e quindi è nostro compito seguirlo anche nelle fasi successive a quella iniziale. Quanto all'automazione direi che nella produzione del vetro l'esecuzione del carico/scarico in automatico non è una delle priorità, comincia a diventarlo solo nella produzione di pannelli basso-emissivi poiché in questo caso l'intervento manuale dell'operatore può danneggiare il vetro». Maggiore produttività e meno scarti è l'impegno di Macotec che così ci riassume Ivan Ferrari: «I mercati più avanzati richiedono una sempre maggiore lavorazione di vetro laminato a discapito del ot.
Sempre più pressante è la produttività, accompagnata alla costante richiesta di riduzione degli scarti su cui noi siamo intervenuti con risultati davvero importanti. Per Macotec alta produttività signi ca riuscire a movimentare in maniera completamente automatica il vetro laminato, riducendo al minimo o persino annullando l'intervento manuale dell'operatore. Dopo aver fatto un'attenta analisi dell'o erta e delle soluzioni tecnologiche disponibili, abbiamo constatato l'assenza di soluzioni che permettessero una movimentazione completamente automatica del laminato, inoltre le ottimizzazioni introdotte erano più funzionali alle esigenze della macchina che non a quelle delle cliente. La nostra nuova realizzazione ha il grande vantaggio di poter ottimizzare il laminato come fosse quasi un monolitico, questo con una diversa combinazione dei pezzi per ottimizzare la super cie della lastra con la possibilità poi di tagliarla e scaricarla in automatico. Per il software, sempre più essenziale nelle macchine di oggi, i requisiti sono sicuramente quelli della facilità di utilizzo e della essibilità. «Rispondiamo alla necessità di formazione dei tecnici dell'utilizzatore con una fase di formazione presso di noi che precede l'installazione della macchina, questo consente di avere un tecnico che sia già in possesso di alcune competenze e conoscenze quando la macchina entra in azienda».
Automazione e grandi impianti per lavorare lastre di dimensioni sempre maggiori. Una tendenza che viene ribadita da Stefano Spezzani di Keraglass «La richiesta per noi prevalente è quella relativa ai grandi impianti per architettura e forni dedicati alla produzione in serie come, per esempio, il vetro per applicazioni nel fotovoltaico. Naturalmente la domanda varia secondo i mercati ma mi pare di poter dire che sia comune l'esigenza di automazione per poter contenere i costi della manodopera. Automatizzare signi ca essenzialmente far intervenire l'operatore il meno possibile nel processo, quindi automatizzare il carico/scarico, imballaggio, alimentazione di linee bilaterali... soprattutto però è importante l'integrazione delle diverse fasi del processo con soluzioni che, come quella che abbiamo recentemente realizzato in Brasile, consentono di partire dalla lastra di colata che viene inviata alle bilaterali tramite convogliatori e poi ai successivi trattamenti senza mai essere manipolata dagli addetti».
Lo stesso concetto lo ritroviamo nelle parole di Adelio Lattuada dell'omonima: «Nel campo delle rettilinee per grossi spessori nelle quali noi siamo specializzati le tendenza va verso macchine di dimensioni sempre maggiori per lavorazione di lastre sempre più grandi. Si tratta naturalmente di applicazioni che spesso eccedono di molto le dimensioni consuete e richiedono anche da parte nostra studi e prove di grande impegno. L'ultimo anno ha segnato però anche un ritorno delle bisellatrici sia nelle dimensioni più grandi che per quelle medio-piccole. Abbiamo rimesso in produzione un nostro modello a otto mole nato alcuni anni fa che gli utilizzatori tornano a chiederci soprattutto per le sue caratteristiche di versatilità e qualità. «Nelle bilaterali siamo presenti da circa tre anni, abbiamo un'o erta che ha trovato un buon interesse anche se per il momento ci siamo limitati alle macchine singole e non abbiamo ancora realizzato una linea benché i tempi di un nostro ingresso in questo campo non siano lontani».
Nessun dubbio per Domenico Stanco di CMB circa la macchina che ancora oggi domina il settore: «Ancora oggi è la molatrice bilaterale a essere la macchina principale. Si tratta d'altronde di una macchina molto migliorata negli anni sia nelle parti meccaniche che in quelle elettroniche. Nessun dubbio inoltre che il mercato sia dominato da una domanda di piccoli e piccolissimi lotti, nessuno più lavora a programma ma la produzione procede in parallelo con l'acquisizione dell'ordine; è quindi evidente che la macchina deve essere una soluzione capace di adattarsi con essibilità ai continui cambi di produzione. Abbiamo fatto un grande lavoro di sviluppo delle nostre macchine sia nelle componenti meccaniche che nella parte di controllo proprio per renderle sempre più essibili e veloci, devo anche dire che tale sforzo è stato premiato e dal mercato ci sono venute conferme davvero incoraggianti. Software e automazione sono certamente oggi le linee di forza dello sviluppo tecnologico, lo sono soprattutto per le grandi vetrerie che hanno necessità di strumenti che consentano la piani cazione e la gestione di interi programmi di lavoro, dunque un software in grado di gestire tutte le fasi del processo e che consenta alle diverse macchine di dialogare tra loro».
Nel settore del vetro decorato la tendenza è quella che riassumono le parole di Flavio Curioni di Giardina: «Per quanto ci riguarda la tendenza del mercato è quella di una sempre maggior richiesta di vetro decorato proveniente soprattutto dai Paesi emergenti e questo sia nel campo dell'arredamento che dell'architettura di interni. Abbiamo presentato lo scorso anno una nuova macchina che esegue i decori utilizzando la tecnologia a rullo, si trattava tuttavia di una soluzione che per le sue caratteristiche era interessante solo per determinate produzioni. Oggi proponiamo una macchina più versatile e polivalente, capace quindi di eseguire uno spettro molto più ampio di lavorazioni, lo abbiamo fatto perché la situazione della domanda, caratterizzata ormai da lotti sempre più piccoli e da continui cambiamenti di produzione, impone soluzioni essibili e facilmente riconvertibili. «Nel campo del vetro colorato la precisione e la qualità nale sono indubbiamente molto importanti, nelle nostre macchine è però ancora la meccanica a dominare sull'elettronica.
Abbiamo inoltre molto lavorato sul versante del servizio e della formazione degli addetti sulle nostre macchine per poter mettere il cliente nella condizione di sfruttarne al meglio le potenzialità. «Giardina è molto sensibile al discorso ecologico e da diversi anni la ricerca in questo campo non conosce soste, l'azienda ha il merito di aver sensibilizzato i produttori di sostanze per la verniciatura del vetro al tema della compatibilità ambientale. Oggi questi prodotti sono per lo più a base acqua, apiombici e hanno perciò perso quasi completamente la loro tossicità». Curioni ha citato i produttori di sostanze per la verniciatura del vetro, sentiamo cosa dice Alessandro Fenzi, dell'omonima azienda: «Che il cliente chieda grande qualità non è una novità di oggi; così come, per noi che facciamo prodotti chimici, è un imperativo andare su soluzioni che siano sempre più amiche dell'ambiente. «La nostra nuova vernice per specchi è proprio un prodotto che nasce per essere ecocompatibile e che su questo piano costituisce un sensibile passo in avanti rispetto alle vernici n qui disponibili.
Sempre più il cliente chiede che i prodotti che gli forniamo lo sostengano nella competitività, e una misura della sua capacità di a rontare il mercato in una fase delicata come quella attuale è, per esempio, produrre vetri isolanti capaci di concorrere realmente al risparmio energetico. Ecco, il tema del risparmio energetico è centrale e sempre più dovrà essere il criterio con cui si misurerà il reale progresso tecnologico». Ma le novità arrivano anche dagli accessori, ecco l'esempio di Carla Baroni della Nuova Oxidal: «Le richieste sono naturalmente diverse in relazione alla tipologia dei clienti. Per i nostri prodotti più tradizionali la concorrenza cinese è davvero molto preoccupante e la risposta che diamo sono prodotti di alta qualità con grandi contenuti in termini di design e funzionalità. Rispondiamo con creatività e qualità, ma anche con tecnologia innovativa e con investimenti, in questo senso Nuova Oxidal si è dotata di una macchina per la prototipazione che ci permette uno studio e una progettazione assai più e cace e certa dei nuovi prodotti. «Tra le novità la nostra nuova realizzazione nel campo delle strutture per stand in plexiglas e policarbonato che ha richiesto una lunga fase di prove e sperimentazioni e che nalmente oggi presentiamo.
Una delle virtù di questa nuova realizzazione e la riciclabilità dei materiali, quindi ci siamo messi dalla parte della difesa dell'ambiente. «Ciò che purtroppo notiamo è un progressivo arretramento della conoscenza del vetro e delle condizioni di impiego di questo materiale, abbiamo quindi sostenuto un'importante iniziativa di Polidesign volta proprio a incrementare la cultura tecnica relativa all'uso del vetro. Stiamo inoltre attivamente sostenendo la creazione di norme nel campo delle facciate strutturali, norme che a oggi non esistono e che invece dovrebbero essere emanate perché il settore ha davvero bisogno di un quadro normativo certo che premi e dia garanzie al mercato e a chi opera con professionalità e serietà». Ritorniamo in conclusione sul tema del software con le indicazioni di un'azienda specializzata, dice Cristian Zanca di Optima: «La tendenza che vediamo progressivamente imporsi nel software è quella di ridurre i tempi e centralizzare, quindi non molti prodotti dedicati ognuno alla gestione di un pezzo ma una soluzione complessiva che copra tutte le fasi dall'ordine alla consegna. «Il software governa e coordina non solo il processo produttivo vero e proprio ma l'intera gestione aziendale integrando ogni diversa funzione e ottimizzando tutti i segmenti.
Questo deve avvenire con strumenti che se da un lato sono sempre più complessi per chi li realizza devono invece risultare assolutamente semplici per chi li utilizza. Inoltre si tratta di software dedicato, ossia una soluzione che come le nostre sia nata proprio per il mondo del vetro e non invece il risultato di un adattamento a questo settore di strumenti nati per altre destinazioni». A Giuseppe Roberti di Osai lasciamo il compito di concludere questa carrellata con una valutazione che ci sembra riassumere il senso delle molte cose che abbiamo sentito: «L'evoluzione generale delle macchine per la lavorazione del vetro ha come naturale corollario che tale evoluzione si ri etta su tutti gli accessori e i componenti che accompagnano ed equipaggiano la macchina. Per noi che produciamo controlli numerici oggi è cruciale la comunicazione con l'utensile, così come sempre più importanti e di use sono le linee di produzione in luogo delle macchine stand alone. Ecco allora che la tecnologia diventa sempre più importante in termini di processori, di numero di assi da gestire e di messa a punto del programma e della lavorazione». ■
Foto: Dall'alto: Adelio Lattuada, Alessandro Fenzi, Andrea Za erani, Carla Baroni
Foto: Sopra da sinistra: Cristian Zanca, Domenico Stanco, Flavio Curioni A sinistra Franco Angelotti
Foto: Sopra da sinistra: Giorgio Sestagalli e Giuseppe Roberti A destra di seguito: Mario Liva e Ivan Ferrari
Foto: A destra di seguito: Maximilien Vitte, Paolo Ceni e Sergio Cosano
Foto: A destra: Stefano Aceti e Stefano Spezzani
Autore: Giuseppe Runi ed Ezio Zibetti
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