Tempra Vetro

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Al passo coi tempi



Rinunciare a tutto, ma non agli investimenti. Questo potrebbe essere in sintesi la spinta filosofica che guida Dante Marchetti dal giorno in cui decise di mettersi in proprio e che oggi è alla guida di una azienda di 19 persone in cui a farla da vere padrone sono le macchine destinate alla produzione. Fra queste spicca la presenza di macchine destinate alla fresatura ad alta velocità: in particolare delle Makino. Ma facciamo qualche passo indietro e torniamo alle origini. Era il 1974 e Marchetti, tecnico in una società che si occupava di pressofusione, un po' perché stufo di essere sempre in seconda linea, un po' perché guidato da una sana passione e da un grande desiderio di crescere come uomo e come tecnico, decise di fare il grande salto. Così 35 anni fa iniziò l'avventura dell'Officina Marchetti. A differenza di quanto si possa immaginare, Marchetti non proseguì sulla strada che aveva lasciato. Infatti pur continuando a occuparsi di stampi decise che la sua attrezzeria avrebbe realizzato articoli destinati alle materie plastiche.

Un percorso non facile, ma che Marchetti era in grado di portare a termine fruttuosamente. Non è quindi un caso se oggi dall'Officina Marchetti di Sala Bolognese escono principalmente stampi destinati al comparto dell'iniezione di termoplastici e del silicone liquido. L'apparenza non inganni più del necessario: pur trattandosi di settori caratterizzati da un elevato livello tecnologico, i due comparti presi in considerazione sono decisamente interessanti anche sotto l'aspetto quantitativo. A farla da padrone è stato per molti anni il comparto medicale che ha raggiunto l'apice della domanda di stampi all'inizio degli anni '90 quando è iniziata una lenta ma inesorabile contrazione della domanda. Fu proprio in quel periodo che Marchetti decise di affiancare alla produzione degli stampi per termoplastici anche quelli per il silicone liquido. «Il mondo degli stampi per il silicone liquido - ci racconta Marchetti - è stato poi quello che in questi ultimi tempi di contrazione mondiale dei mercati, ci ha permesso di affrontare la lunga attraversata della crisi senza troppi patemi d'animo.

Per essere sinceri la nostra azienda, in passato non ha mai avuto problemi di carattere commerciale. Nel senso che il lavoro che arrivava era sempre di più di quello che si riusciva a realizzare. Così non ci eravamo mai dotati di una struttura commerciale vera e propria. E anche l'azienda aveva una organizzazione "a vista". Poi con il cambiamento del mercato ci siamo resi conto che dovevamo affrontare un nuovo percorso tecnologico, una riorganizzazione dell'azienda che ci permettesse di fare un salto di qualità. Devo confessare, con il senno di poi, che forse certi cambiamenti avremmo dovuto impostarli qualche anno prima, alla fine del secolo scorso per intenderci e non nei primi anni 2000. A metterci nelle condizioni di accelerare il processo di riorganizzazione e rinnovo delle tecnologie aziendali è stata la consapevolezza che la conoscenza in azienda , anche se siamo 19 persone in tutto, dovesse circolare meglio». Consapevolezza arrivata quando in un arco temporale di pochi mesi, ben quattro delle figure chiave dell'azienda lasciarono per andare in pensione.

Si trattava, come ci ha raccontato Dante Marchetti, delle persone che in azienda sapevano fare tutto, che avevano acquisito esperienza e solidità professionale in decenni di lavoro nel settore in questione. Di solito l'uscita dall'azienda di persone valide e con anni di esperienza sulle spalle è anche uno dei momenti più delicati. Questi si possono tradurre in difficoltà od opportunità a seconda di come vengono vissuti. In questo caso per l'Officina Marchetti inizia un nuovo percorso che porterà in breve tempo ad abbracciare una nuova filosofia aziendale e a stringere un rapporto estremamente solido con Makino, protagonista assoluta del mondo della fresatura ad alta velocità. Ma vediamo passo passo, come è andata. Si trattava quindi di sostituire queste persone e il desiderio di Dante Marchetti fu di individuare non più dei personaggi in grado di gestire e fare tutto da soli, ma dei veri e propri uomini squadra, capaci di fare gruppo, di far circolare la conoscenza e le informazioni e di lavorare di più per l'insieme azienda. «Questa scelta - spiega Marchetti - inevitabilmente comportava la decisone di dare spazio a dei giovani, a delle persone con una mentalità diversa e nuova.

Operazione che fu fatta anche passando attraverso la riorganizzazione di ciò che già c'era in azienda». Così man mano che in azienda arrivava la nuova generazione di operatori, questi dovevano essere in grado non solo di gestire le singole macchine a loro assegnate, ma anche di realizzare autonomamente la programmazione Cam. Una strada per avere una realtà più moderna e in cui le persone si sentissero decisamente più coinvolte e quindi soddisfatte del proprio lavoro. Se da una parte è chiaro che un buon clima in azienda fa bene, è altrettanto vero che i desideri crescono e trovano la via verso la concretizzazione quando le cose marciano nel modo corretto. Così, accanto alle macchine utensili tradizionali Marchetti iniziò a pensare di affiancare e sviluppare il tema dell'alta velocità. «I ragazzi assunti - ci racconta Marchetti - sono tutti figli della nostra politica formativa. Abbiamo istituito un sistema di collaborazione con le scuole superiori, Enti di Alta formazione e Università, attraverso il quale vengono organizzati in azienda stage per gli studenti.

Di solito chi viene qui e impara a conoscerci, resta. Non a caso anche il nostro turn over è bassissimo. Ed è proprio dai ragazzi entrati negli ultimi anni in offi cina che è venuta la spinta fi nale verso una scelta di questo genere su cui, a onor del vero, stavamo meditando già da tempo».



Si decise così di fare un primo panorama sull'orizzonte dei costruttori di macchine utensili che fresano in alta velocità: le possibilità di scelta non mancavano e quindi decidere se andare in una direzione o in un'altra non era facile. A dare una mano a sganciarsi da schemi prefi ssati fu anche il fatto che il produttore di macchine con cui fi no a quel momento Marchetti aveva operato, non aveva a catalogo ciò che l'imprenditore emiliano cercava. Un motivo questo che metteva nella condizione di essere liberi dai vincoli di ogni genere che un rapporto che dura da molti anni con un fornitore inevitabilmente comporta, soprattutto quando si tratta di un rapporto fatto di reciproca soddisfazione e stima, come era in questo caso. «Così - ci racconta ancora Marchetti - mi informai su quali fossero i marchi ritenuti migliori nel campo dell'alta velocità e li contattai.

Fra questi c'era Makino che subito mi parve avere per molti versi una marcia in più, almeno per ciò di cui avevamo bisogno e su cui mi ero concentrato. Ci sono peculiarità per cui è necessario vedere le macchine all'opera in lavorazioni del tutto simili a quelle che devi affrontare all'interno della tua azienda». All'inizio la macchina scelta fu una V33 di Makino, una macchina di dimensioni contenute che era stata acquistata solo per operare sulle matrici e solo in determinate operazioni particolari. A ruota della V33 alla Marchetti è arrivata anche una V55 cui sono state affi date operazioni aggiuntive rispetto a ciò che si può fare con la prima arrivata. Così scelta una tipologia di macchina per una tipologia specifi ca di lavorazione le opportunità da sfruttare sono cresciute in misura signifi cativa. «La sorpresa sotto il profi lo dei tempi di lavoro e dei risultati qualitativi fu davvero grande. Tanto che dopo aver iniziato solo con le operazioni di fi nitura ci siamo convinti che le opportunità di sfruttare l'alta velocità sono molte di più di quanto pensassimo.

Così, come sempre accade in queste occasioni, superato lo scoglio del timore che ogni cambiamento comporta - prosegue Marchetti - abbiamo iniziato a gustare e immaginare ciò che dall'alta velocità potrà venire. Un esempio di come si siano aperte le opportunità per noi viene da una piccolo esempio: negli stampi per l'iniezione del silicone liquido, determinate chiusure dovevano passare da una rettifi ca planetaria per garantire la qualità necessaria. Ci siamo però accorti che usando gli utensili giusti e operando nel modo corretto siamo in grado su quella tipologia di stampo di fi nire il pezzo in macchina ad alta velocità al momento della fi nitura, senza per altro avere riduzioni del livello qualitativo». Non è quindi un caso se una volta portati a termine gli impegni cui si stanno dedicando in questo momento e che riguardano altre aree dell'azienda, nel 2010 certamente, arriverà il momento di iniziare a pensare alla fresatura ad alta velocità con i cinque assi. È un passaggio inevitabile visto ciò che il mercato chiede.

La domanda degli utilizzatori di stampi chiede sempre più prezzo contenuti a parità di livello qualitativo. Così i loro fornitori sono costretti a individuare nuove vie operative per evitare di perdere i treni che inevitabilmente passano davanti all'azienda. Il rischio in questi casi è di ridurre gli investimenti e di accettare di perdere un po' di competitività. E questo è un passaggio estremamente pericoloso, perché se si riduce la capacità innovativa dell'azienda si rischia facilmente di fi nire fuori dal mercato. E se ci si fi nisce per evento traumatico forse si ha la possibilità di invertire rotta con azioni adeguate, ma se invece dal mercato ci si esce gradualmente in modo morbido, quando ci si accorge di ciò che sta accadendo è generalmente tardi per porre rimedio. Sotto questo profi lo Marchetti è un esempio virtuoso, visto che non solo ha approfondito l'alta velocità e pensa di proseguire su questa strada, ma ha anche deciso di continuare nel proprio rapporto con Makino in settori differenti da quello con cui è iniziato il rapporto.

Non a caso in tempi recenti al parco macchine EDM presente in azienda è stata aggiunta una nuova elettroerosione a fi lo "made in Makino. È una macchina con cui stiamo affrontando le lavorazioni con fi li estremamente sottili.

V33, costanza nelle prestazioni

V33 è un centro di lavoro verticale a guide piane studiato per le lavorazioni ad alta velocità. la cui peculiarità è la costanza della precisione nel tempo. Ne sono artefici il mandrino con tecnologia Makino, la struttura estremamente rigida e il Motion control SGI4, che facilita il raggiungimento di elevate precisioni e performance nel tridimensionale Queste e molte altre caratteristiche attribuiscono alla V33 un'ottima reputazione per la lavorazione di stampi con finiture di alta qualità. Come gli assi X e Y anche l'asse Z ( Asse X: 600mm; Asse Y: 400mm; Asse Z: 350mm Avanzamento: 20000 mm/min) è stato pensato per non avere mai sbalzi ed ottenere eccezionali risultati di precisione su tutta la corsa. I componenti macchina vengono realizzati da Makino, accoppiati meticolosamente ed assemblati con la massima precisione da personale esperto.

Le ampie guide sono sottoposte ad un processo esclusivo di tempra ad induzione ad alta frequenza per aumentarne la durata. Le superfici scorrevoli, che si interfacciano sulle guide, sono coperte con un rive- stimento, anch'esso esclusivo in uororesina Durante l'assemblaggio viene utilizzata tutta l'esperienza di personale qualificato per ottenere montaggi a zero ed assicurare così che la macchina sia assemblata con la massima precisione. La circolarità, oltre ad essere verificata nel piano XY, viene anche misurata nei piani XZ e YZ. Questo fornisce un eccellente precisione nella lavorazione di forme bi- e tridimensionali. La V33 si è oggi evoluta ulteriormente con risultati e rigidezza ancora migliori in V33i.

Foto: L'Officina Marchetti è un bell'esempio di organizzazione e razionalità


Foto: La scelta di Dante Marchetti di iniziare il percorso dell'alta velocità ha visto la nascita del connubio con Makino che sta crescendo con costanza



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